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Approfondimenti sui Delitti contro il Sentimento per gli Animali

maltrattamento animaliI delitti contro il sentimento per gli Animali sono disciplinati dal Codice Penale Libro IX Bis. Detto titolo è stato introdotto dalla legge n. 189 del 20/7/2004 che, appunto, si occupa della tutela giuridica degli animali. Ovviamente per “Animale” deve intendersi non il semplice oggetto del reato bensì ogni essere vivente. In questi reati l’oggetto giuridico tutelato è il sentimento delle persone verso gli animali e la consumazione del reato avviene o nel caso in cui si cagioni la morte dell’animale o nel momento in cui si verifichi anche solo l’organizzazione dell’evento che cagiona un danno all’animale. In tutti i reati contro il Sentimento per gli animali è configurabile il tentativo e l’elemento soggettivo facente capo al reo è anche solo il dolo generico. Sono poi previste delle circostanze aggravanti - come per esempio nel caso di comportamenti tenuti dal reo che cagionino la morte dell’animale  -  che rendono più elevata la pena.  Le principali figure criminose che troviamo nei delitti contro il sentimento per gli animali sono: Uccisione di animali (è punito chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale); Maltrattamento di animali (la legge punisce Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche). Spettacoli o manifestazioni vietati (Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque organizza o promuove spettacoli o manifestazioni che comportino sevizie o strazio per gli animali è punito). Divieto di combattimenti tra animali.

La legge punisce il maltrattamento degli animali

L’Articolo 544-bis punisce l’Uccisione di animali. Il testo recita che “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi”. Detto reato è classificato come comune in quanto può essere commesso da chiunque ed è a forma libera perché ciò che determina la punibilità è l’accadimento dell’evento “morte” dell’animale indipendentemente da come esso sia stato provocato. Il successivo articolo 544-ter punisce il Maltrattamento di animali e recita: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell'animale”. Anche questo delitto ha le medesime caratteristiche di quello precedentemente analizzato ed in più vi è la circostanza aggravante che viene presa in considerazione nel caso in cui, a seguito di maltrattamenti, venga causata anche la morte dell’animale.

Divieto di combattimento tra animali

L’Art. 544-quater punisce invece gli organizzatori o i semplici promotori di Spettacoli o manifestazioni vietati. L’articolo prevede infatti che “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque organizza o promuove spettacoli o manifestazioni che comportino sevizie o strazio per gli animali è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni e con la multa da 3.000 a 15.000 euro. La pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti di cui al primo comma sono commessi in relazione all'esercizio di scommesse clandestine o al fine di trarne profitto per sé od altri ovvero se ne deriva la morte dell'animale. Infine, l’ Art 544-quinquies prevede il Divieto di combattimenti tra animali e recita:” Chiunque promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l'integrità fisica è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro. La pena è aumentata da un terzo alla metà se le predette attività sono compiute in concorso con minorenni o da persone armate; se le predette attività sono promosse utilizzando videoriproduzioni o materiale di qualsiasi tipo contenente scene o immagini dei combattimenti o delle competizioni se il colpevole cura la ripresa o la registrazione in qualsiasi forma dei combattimenti o delle competizioni. Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato, allevando o addestrando animali li destina sotto qualsiasi forma e anche per il tramite di terzi alla loro partecipazione ai combattimenti di cui al primo comma è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro. La stessa pena si applica anche ai proprietari o ai detentori degli animali impiegati nei combattimenti e nelle competizioni di cui al primo comma, se consenzienti. Chiunque, anche se non presente sul luogo del reato, fuori dei casi di concorso nel medesimo, organizza o effettua scommesse sui combattimenti e sulle competizioni di cui al primo comma è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro. Vi è poi da aggiungere che il successivo Art. 544-sexies dispone la confisca dell’animale e pene accessorie poiché “nel caso di condanna, o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per i delitti previsti dagli articoli 544-ter, 544-quater e 544-quinquies, è sempre ordinata la confisca dell'animale, salvo che appartenga a persona estranea al reato. È altresì disposta la sospensione da tre mesi a tre anni dell'attività di trasporto, di commercio o di allevamento degli animali se la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta è pronunciata nei confronti di chi svolge le predette attività. In caso di recidiva è disposta l'interdizione dall'esercizio delle attività medesime”.

 

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